Talassemia : come si cura?

La parola “Talassemia” deriva dal termine greco “Thalassa” (mare) e “Haema” (sangue) e si riferisce a disturbi associati ad un’alterazione nella sintesi delle alfa o beta glubuline responsabili della corretta produzione dell’emoglobina.

Le due forma principali di Talassemia, la Alfa e la Beta, rappresentano il disturbo monogenetico più comune al mondo.

Dal momento che la Talassemia conferisce una sorta di “immunità” contro la malaria, non è un caso che la forma più lieve di questa patologia si verifichi con maggiore incidenza nella zona del bacino del Mediterraneo, del Medio Oriente, le regioni tropicali e subtropicali dell’Africa, del subcontinente asiatico e del sud-est asiatico.

I principali trattamenti contro la Talassemia

I trattamenti medici per la cura della Talassemia dipendono molto dal tipo e dalla gravità della malattia in questione.

Alcuni dei trattamenti più comuni sono :

  • Trasfusioni di sangue
  • Trapianto di midollo osseo
  • Farmaci e integratori
  • Possibile intervento chirurgico per rimuovere la milza o cistifellea

Il metodo più applicato è sicuramente quello che prevede le trasfusioni di sangue.

Una trasfusione, infatti, è un modo per ottenere quell’elemento di cui il corpo di una persona affetta da Talassemia ha bisogno, ovvero, l’emoglobina.

I  numero di trasfusioni necessarie in caso di Talassemia varia a secondo dell’entità della patologia; alcuni pazienti necessitano di una trasfusione di sangue ogni 3 o 4 settimane, altri possono attendere anche periodi più lunghi.

Sebbene le trasfusioni siano fondamentali per le persone affette da Talassemia di tipo Alfa o Beta, è anche vero che tali operazioni possono portare ad una presenza eccessiva di ferro nel sangue, fattore di rischio per complicazioni all’apparato circolatorio e al sistema epatico. Per questo, spesso vengono somministrati dei farmaci che possono limitare l’assorbimento di ferro nel sangue.

Bisogna tener presente che le trasfusioni di sangue possono causare reazioni quali la febbre alta, nausea, diarrea, vomito e ipotensione.